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Tre regioni, tre città, tre giorni: itinerario in Centro Italia

 

Tre giorni, tre regioni, tre città: fantastico, non credete? Tutto questo è il centro Italia. Itinerari e luoghi che il resto del mondo ci invidia.
In questo articolo voglio proporvi un itinerario breve di tre giorni che permette di visitare delle meravigliose cittadine medioevali e di concludere il viaggio con delle terme davvero uniche.

Partiamo da Orvieto: Umbria. Orvieto sarà la base per i nostri itinerari giornalieri. La città è raggiungibile in auto in sole quattro ore e mezza da Milano, un'ora e mezza da Roma e due ore e mezza circa da Ancona.

Questa originale cittadina umbra di epoca medioevale si erge su una rupe di tufo di antica origine vulcanica.La sua collocazione sorprende chiunque. Se avete la possibilità di dormire fuori Orvieto in una delle tante cascine che costellano la campagna circostate la potrete ammirare in tutto il suo splendore: sospesa quasi per magia tra cielo e terra.

L'originale posizione della città di Orvieto

Da lontano si scorge nitidamente il meraviglioso Duomo, la struttura più alta della città, capolavoro di architettura gotica di fine '200.

Le viuzze laterali pieni di negozi, strette e vivaci, rendono ancora più affascinante la visione del Duomo che si apre sull'ampia piazza. Al suo cospetto rimarrete a bocca aperta. La sua visita è passaggio obbligato per apprezzare la città.

 

Scorcio del Duomo di Orvieto da una viuzza

La facciata è finemente decorata: l'occhio cade sul grande rosone e sui mosaici dorati che rendono la chiesa scintillante anche di notte e che rapiscono il vostro sguardo. Suggestivo è il contrasto tra la maestosa facciata e i muri perimetrali semplicemente decorati con travertino bianco e basalto grigio-blu.

Entrati attraverso una delle tre porte bronzee, sarete sorpresi da un gioco di affreschi che tappezzano le cappelle e fanno da cornice all'altare. Soffermatevi nella cappella destra, quella del Corporale: nel reliquiario, capolavoro di arte orafa, è conservato il corporale (tessuto consacrato a forma quadrata che viene steso sull'altare per posarvi ostie e calice) testimone del miracolo eucaristico di Bolsena che ha dato origine alla festa del Corpus Domini.

Conclusa la visita al Duomo, godete del piacere di passeggiare (e perdersi!) tra le vie del borgo. Tra una viuzza e l'altra ecco scorgere la chiesa di Sant'Andrea con la sua torre dodecagonale arricchita da bifore... qualche passo più avanti ed ecco una torre alta con un grande orologio!

La chiesa di Sant'Andrea

Invitanti sono anche i numerosi ristoranti che propongono piatti tipici a cui è impossibile sottrarsi: zuppe, primi, secondi e vini sono eccellenti come anche i formaggi e i salumi tipici di questa parte d'Italia.

E' giunta sera e dopo una gustosissima cena pianifichiamo le mete del giorno successivo.

Meta mattutina: il famosissimo Pozzo di San Patrizio costruito intorno alla prima metà del 1500, per volere del papa Clemente VII, spaventato per un potenziale assedio della città, progettato al fine di fornire acqua in caso di calamità o assedio. Capolavoro indiscusso di ingegneria, è costituito da due rampe elicoidali a senso unico, completamente autonome e servite da due diverse porte, che consentivano di trasportare, con i muli, l'acqua estratta, senza ostacolarsi e senza dover ricorrere all'unica via che saliva al paese dal fondovalle.

Il meraviglioso Pozzo di San Patrizio

E' già tarda mattinata e partiamo con la delusione di non essere riusciti a visitare la Città sotterranea: non fate come noi! Informatevi prima e prenotate la visita guidata, unico modo per accedere alle numerose cavità che si accavallano e si intersecano sotto il moderno tessuto urbano.

 Direzione Spoleto: 80 km ad est di Orvieto. Un'ora e trenta minuti circa e siamo in arrivo nel cuore dell'Umbria, nell'antica capitale dei duchi longobardi.

Non è facile, tra le tante bellezze del patrimonio storico-artistico, decidere cosa vedere a Spoleto. Noi abbiamo solo un pomeriggio e per questo puntiamo alla piazza del Duomo dove si erge la Cattedrale di Santa Maria Assunta. L'edificio in stile romanico, risalente alla fine del XII secolo, ospita affreschi del Pinturicchio e di Filippo Lippi. Immergetevi nel silenzio della piazza e godete della meravigliosa facciata e dei suoi rosoni.

 


Proseguiamo la passeggiata esplorando le piccole stradine in salita per arrivare al Ponte delle Torri che unisce la Rocca e il Monteluco. Questo ponte è impressionante e unico nel suo genere: lungo 230 metri e alto 82, pare sia stato eretto tra il Duecento e il secolo successivo dopo il saccheggio di Spoleto da parte del Barbarossa. Celebrato anche da Goethe, la sua funzione principale era quella di portare a Spoleto l'acqua dalle sorgente di Cortaccione.

Se siete appassionati della fiction "Don Matteo" non esitate ad entrare nel piccolo ed unico bar presente vicino al ponte, il proprietario orgoglioso vi mostrerà le foto con gli attori e vi racconterà piccoli aneddoti e retroscena delle riprese che da qualche anno coinvolgono la cittadina umbra.

 

Il Ponte delle Torri

E' quasi sera, ma la nostra voglia di conoscenza non è ancora stata saziata del tutto. Pertanto ci rimettiamo in macchina: direzione Viterbo, 90 km a sud ovest di Spoleto. In un'ora e trenta minuti siamo in arrivo nel cuore vivace della Tuscia, Alto Lazio.

La città è una piacevole scoperta: un vasto centro storico medioevale, con quartieri ben conservati, cinto da mura imponenti. Viterbo è storicamente nota come la Città dei Papi: nel XIII secolo fu, infatti, sede pontificia e per circa 24 anni il Palazzo Papale ospitò vari Papi. Accanto al Palazzo Papale sorge il Duomo, edificato in stile romanico nel corso del XII secolo e dedicato a San Lorenzo. L'edificio si articola in tre navate separate da due file di colonne arricchite di eleganti capitelli. Nella zona absidale della navata sinistra è collocato il sepolcro di papa Giovanni XXI e poco distante una preziosa tavola del XII secolo raffigurante la Madonna della carbonara di stile bizantino.

Di tutto il complesso, colpisce sicuramente il campanile trecentesco arricchito nella parte alta di doppie bifore e fasce policrome orizzontali.

Il Palazzo Papale di Viterbo

Terzo ed ultimo giorno. La nostra ultima meta sono le meravigliose Terme di Saturnia: Toscana, provincia di Grossetto, 77 km da Orvieto, 1 ora e trenta di auto.

Attraversiamo campi immensi, nel completo nulla, puntando verso Saturnia. Queste cascate si trovano in aperta campagna, ma sono facili da individuare: un paio di chilometri prima di arrivare a Saturnia, sul lato sinistro della strada, si apre un panorama che consente di ammirare in lontananza le cascate in tutta la loro bellezza, resa ancora più suggestiva, dalla nuvola di vapore che perennemente accompagna questo luogo.

Le terme di Saturnia, viste dall'alto

Le sorgenti termali che alimentano le terme interessano un vasto territorio che spazia dal monte Amiata alle Colline dell'Albegna e del Fiora, fino a raggiungere la Maremma grossetana.

Secondo la leggenda, le terme di Saturnia, note anche agli Etruschi e ai Romani, si sarebbero formate nel punto in cui Giove scagliò il fulmine contro Saturno, mancandolo, a seguito di un violento litigio.

Le cascate termali offrono una temperatura di 37 gradi circa ed offrono acqua sulfurea, carbonica, solfata con presenza di idrogeno solforato ed anidride carbonica.

   

Area termale di Saturnia

L'area termale di Saturnia è liberamente fruibile anche di notte ad eccezione del lussuoso stabilimento termale realizzato qualche chilometro più avanti. Ricordatevi di portare dietro tutto il necessario: asciugamano, accappatoio, ricambi, ciabatte e tutto quello che vi occorre: non ci sono bagni e neppure spogliatoi! E se andate in inverno... anche un po' di coraggio per le temperature esterne rigide!

Ricchi dell'esperienza vissuta (la temperatura esterna si aggirava attorno allo zero!) ci rechiamo a Saturnia, piccolissima cittadina a 3 km dalle terme, per rifocillarci e riprendere la via di casa.

Il breve weekend è oramai concluso, torniamo a casa con esperienze e luoghi magici da ricordare e con la promessa di tornare.