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Archeologia romana in terra d’Abruzzo: Peltuinum

Circondato dalle cime più alte dell’Appennino, ben protetto dal Gran Sasso, dalla Majella e dal Sirente, all’interno di una conca un tempo occupata, in un lontano passato da un lago, si nasconde un gioiello dell’archeologia romana in terra d’Abruzzo.

Lì, nei pressi di uno dei tanti tratturi che impreziosiscono le montagne abruzzesi, sulla via Claudia Nova che collega la via Salaria e la via Tiburtina Valeria Claudia, sorge l’antica Peltuinum fondata attorno al I secolo a.C..

Netta e ben visibile è la traccia del tratturo che taglia in due la città da est a ovest. Sembra quasi vederle ancora oggi le numerose greggi che attraversano l'Italia centrale passando da qui.

 

Ingresso della città di Peltuinum
Ingresso della città di Peltuinum: via Claudia Nova

 Ma Peltuinum non era solo una semplice città fortificata dedita a riscuotere i tributi del passaggio, era molto di più. Il tempio dedicato ad Apollo e il teatro adagiato dolcemente sulla pendenza naturale della collina ne sono una testimonianza.

Il teatro oggi non accessibile offriva ai visitatori di un tempo un doppio spettacolo, quello dentro al teatro e quello fuori attraverso la visuale incantevole della vallata. In primavera è suggestivo il contrasto tra le vette ancora innevate dei monti circostanti e alberi e prati in fiore. Il vento soffia leggero in questa conca e ti trasporta in un tempo lontano scandito dai ritmi della Transumanza.

 

 

COME ARRIVARE: A24 Roma-Teramo uscita L'Aquila Est/ proseguire lungo la SS 17 direzione Navelli/ Prata d'Ansidonia. Da Napoli: A1 Napoli-Roma uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ L'Aquila/ Navelli/ Prata d'Ansidonia